INDAGINE ATTIVITA’ DI CONTINUITA’ EDUCATIVA DURANTE L’EMERGENZA COVID 19

In un momento in cui sono state forzatamente sospese la relazione e la dimensione comunitaria quotidiana, che caratterizzano i servizi per l’infanzia, e in cui i bambini sono stati privati di esperienze, routines e importanti stimoli per la crescita, i servizi hanno offerto attività educative a distanza, creando spazi virtuali di gioco, partecipazione, dialogo ed ascolto.

Lo sguardo è stato rivolto, oltre che ai bambini, anche alle famiglie, in difficoltà nel fronteggiare l’accudimento continuativo dei figli, in sofferenza a causa della deprivazione di contatti sociali e affettivi; i servizi hanno quindi realizzato attività di supporto alla genitorialità, attraverso piattaforme quali: video-chiamate, gruppi whattsapp, che si sono rivelati utili strumenti per mantenere le relazioni, sostenere, ridurre il senso di isolamento, incertezza e fatica.

L’indagine a seguire testimonia quanto realizzato dai servizi educativi a titolarità pubblica (gestione diretta e indiretta) e privata e dalle Scuole dell’Infanzia (statali e paritarie), presenti nei sei comuni della zona educativa pisana.

I dati sono stati raccolti nel mese di aprile 2020, tramite una check list, compilata dai servizi e dalle scuole che hanno aderito all’indagine; la strutturazione degli items e l’analisi dei dati è stata realizzata dalla Dr.ssa Tania Meoni, coordinatrice pedagogica zonale 0-6.

ANALISI DEI DATI: SERVIZI EDUCATIVI PER LA PRIMA INFANZIA

Hanno partecipato all’indagine 48 servizi educativi per la prima infanzia (Nidi d’infanzia, spazi gioco, servizi educativi in contesto domiciliare) su 52 dell’intera zona educativa; le attività oggetto dell’indagine sono state rivolte ad un totale di 1451 bambini e alle loro famiglie; le proposte educative sono spesso visibili sui siti dei Comuni, delle Cooperative, dei servizi, ma anche sulle pagine Facebook degli stessi.

Come si evince da una analisi dei dati, sono molteplici le azioni realizzate, e in corso di realizzazione, suddivise nella presentazione a seguire, per motivi espositivi, in attività rivolte ai bambini, attività rivolte ai genitori e attività del gruppo di lavoro, nella consapevolezza che tutte concorrono all’azione educativa, vista come bene collettivo, e alla creazione di una comunità educante.

Legenda:

SI: indica attività svolte

NO: indica attività non svolte

Attività rivolte ai bambini


L’analisi dei dati evidenzia che tutti i servizi stanno realizzando attività di lettura ad alta voce rivolte ai bambini; molteplici possono essere le spiegazioni di questo fenomeno: la zona educativa pisana ha infatti sempre valorizzato l’importanza delle attività di lettura, promuovendo percorsi formativi 0-6 specifici; ciò può inoltre essere anche conseguenza del fatto che tutti i servizi educativi hanno partecipato alla formazione regionale “Leggere Forte”, organizzata nella zona pisana nel corso di questo anno educativo, formazione che ha sottolineato l’importanza della lettura per lo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale del bambino.

Il personale educativo ha inoltre continuato a distanza il suo ruolo di facilitatore dello sviluppo delle autonomie dei bambini e delle bambine, sostenendo le famiglie nella strutturazione di routine; sono inoltre state organizzate attività utili a promuovere apprendimenti attraverso esperienze concrete.

Attività rivolte ai genitori

I dati mettono in evidenza quanto i genitori siano attenzionati dai servizi educativi per la prima infanzia della zona educativa pisana; anche in tempo di chiusura delle strutture, sono state particolarmente curate le forme di partecipazione delle famiglie, che sono state supportate sia dagli educatori, che da professionisti con specifiche competenze; la famiglia è infatti considerata dai servizi della zona parte integrante del sistema educativo e ciò è evidenziato da quanto realizzato.

Attività del Gruppo di Lavoro

L’équipe è ritenuta, nei servizi educativi della zona pisana (come evidenziato nelle varie pubblicazioni zonali), luogo di apprendimento e di confronto, in un’ottica di corresponsabilità educativa; il coordinatore promuove la riflessività nella pratica educativa, supervisiona il gruppo di lavoro e lo sostiene in questo particolare momento in cui le certezze vacillano e le ansie possono prendere il sopravvento.
E’ con queste molteplici finalità che la maggior parte dei servizi, anche con attività a distanza, hanno realizzato incontri, da remoto, di équipe e si sono avvalsi della consulenza dei propri coordinatori pedagogici.

La continuità educativa Nidi-Scuole dell’Infanzia è invece fra le attività che hanno particolarmente risentito di questo periodo di lock down.
La maggior parte dei servizi non è infatti riuscito a realizzare quanto progettato; i centri zerosei e i poli infanzia sono state le uniche tipologie di servizi che hanno potuto realizzare attività di scambio e di raccordo.

ANALISI DEI DATI: SCUOLE DELL’INFANZIA

Le scuole dell’infanzia (statali e paritarie) che hanno partecipato all’indagine sono state 31; le attività oggetto dell’indagine sono state rivolte ad un totale di 1952 bambini e alle loro famiglie e sono spesso visibili sui siti dei Comuni, degli Istituti Comprensivi, delle Cooperative, delle scuole stesse, ma anche sulle rispettive pagine face book.

Le attività svolte dalle scuole dell’infanzia sono state molteplici; anche in questa sezione, per motivi espositivi, sono state suddivise in attività rivolte ai bambini, attività rivolte ai genitori e attività del gruppo di lavoro, nonostante siano state  pensate e progettate come un unicum.

L’analisi dei dati evidenzia che una quota importante delle scuole dell’infanzia che hanno partecipato al sondaggio stanno realizzando attività di lettura ad alta voce rivolte ai bambini; la zona educativa pisana ha infatti sempre valorizzato l’importanza delle attività di lettura, promuovendo percorsi formativi specifici che hanno visto il coinvolgimento non solo nei nidi, ma anche delle scuole dell’infanzia, in percorsi formativi di continuità educativa.
Ciò può inoltre essere anche conseguenza del fatto che molte scuole dell’infanzia hanno partecipato alla formazione regionale “Leggere Forte”, organizzata nella zona pisana nel corso di questo anno educativo, formazione che ha sottolineato l’importanza della lettura per lo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale del bambino.

Molte insegnanti hanno inoltre lavorato, al pari delle educatrici, alla promozione delle autonomie, e hanno proposto attività utili a favorire apprendimenti attraverso esperienze concrete.

Le Scuole dell’Infanzia hanno cercato in più modi di sostenere le famiglie nel loro ruolo genitoriale e nell’attenzionare i bisogni di cura dei bambini; hanno inserito le famiglie in un processo più ampio di partecipazione, in cui ognuna è stata valorizzata e sostenuta dalle altre e da professionisti dell’educazione.


I dati danno evidenza dell’assenza di un coordinatore pedagogico nelle scuole dell’infanzia, criticità più volte evidenziata; gli incontri di équipe sono infatti condotti da una referente di plesso che non ha specifiche competenze.

Le attività di continuità educativa, che sono ormai prassi e costituiscono sostegno al processo di crescita dei bambini, hanno particolarmente risentito della chiusura delle scuole.

CONCLUSIONI

L’indagine realizzata ha dato evidenza di un Sistema di governance integrato pubblico-privato dei servizi educativi 0-6 vitale e dinamico che, anche in un tempo di emergenza, in cui tutto è sospeso, si sta adoperando per offrire sostegno allo sviluppo e alla crescita dei bambini, realizzando variegate attività, espressione anche di creatività e progettualità resilienti e originali.

L’analisi presentata è strumento per dar voce al prezioso contributo dei servizi; dette attività, svolte a distanza, sono infatti spesso caratterizzate da alti standard qualitativi e sono state volte a garantire solide basi educative ai bambini e alle bambine e sostegno alle responsabilità genitoriali di tutte le famiglie del territorio.
Il ricorso alle attività a distanza si è rivelato strumento utile ad alleviare l’isolamento sociale dei bambini, causato dall’interruzione delle attività, a dare opportunità di esperienza ma anche a sostenere i genitori.

Dato il protrarsi della situazione di emergenza e della conseguente chiusura dei servizi educativi per la prima infanzia, tale esperienza può costituire punto di partenza per promuovere, a livello zonale, azioni di miglioramento e la realizzazione di progetti di continuità educativa a distanza omogenei nel territorio.
La Conferenza Zonale dell’Educazione e Istruzione potrebbe infatti, attraverso l’azione dei coordinamenti zonali 0-6 e 3-18, assumere un ruolo di indirizzo pedagogico al fine di promuovere una identità pedagogica di area nelle progettazioni, di armonizzare l’offerta e di garantire qualità ed omogeneità dell’offerta educativa a distanza, nel rispetto della specificità dei singoli territori.

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